Cosa ci ha insegnato Matrimonio a prima vista Italia

E’ quel periodo dell’anno in cui ho finito le serie che dovevo assolutamente terminare (alla fine di Gomorra mancano ancora due puntate però, quindi stay tuned), altre le ho abbandonate (qua l’elenco è, haimè, troppo lungo) e alcune devono ricominciare (Orange is the New Black ad esempio), quindi impegno le mie pause nell’affannata ricerca di qualcosa da guardare. Ma grazie a Sky Online e i suoi programmi/film/serie tv on demand riesco in fretta a trovare ciò che cerco.

Però c’è un però.

Se fossi una persona intelligente, o colta, o istruita, guarderei solo documentari su Sky Arte, chessò uno su Bob Dylan o su François Truffaut, ad esempio. Invece no: preferisco impegnare il mio tempo godendomi ore di programmi leggeri e vagamente trash.

No, davvero: qualcuno mi sa trovare dei motivi validi per preferire i documentari di Sky Arte ad alcune meravigliose trasmissioni spazzatura che ti fanno passare delle ore spensierate?

Inizialmente avevo adocchiato MTV Super Shore, ma diamine, ho ancora una certa credibilità da mantenere e quindi ho scelto di guardare un format che credevo nuovo: Matrimonio a prima vista Italia. In realtà ho poi scoperto che no, non è affatto niente di nuovo ma -come ormai accade molto (troppo?) spesso- è un programma riadattato in Italia (in effetti se è specificato nel titolo mi sarei dovuta fare una domanda) da una trasmissione americana (và che ‘sti americani c’hanno degli autori…).

Il format è presto spiegato: tre coppie di sconosciuti si conoscono solo dinanzi all’altare, dovranno passare un mese della loro vita da legalmente sposati e al termine del periodo decidere se restare con il partner oppure divorziare. Sì sì, sposati davvero. Sì sì, si sono conosciuti proprio sull’altare.

Ovviamente non sono scelti a caso, un trio di esperti -una sessuologa, uno psicologo e un sociologo (se il nome della tua professione non termina con ogo/a non sei nessuno)- li ha selezionati in base alle affinità prima di gettarli nella vita matrimoniale e li ha aiutati durante le crisi affrontate in tutto il percorso.

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Il Trio degli esperti OGO/A (lo psicologo Gerry Grassi, la sessuologa Nada Loffredi e il sociologo Mario Abis)

 

‘Nsomma, vi presento in breve queste tre coppie -televisivamente molto ben assortite, bisogna ammetterlo- e la loro evoluzione all’interno del programma.

Di seguito le schede dei protagonisti e il riassunto delle prime puntate (non ci sarà ancora lo spoiler eh, quello ve lo riservo alla fine).

COPPIA NUMBER ONE: Annalisa & FabrizioImmagine1-720x394 (1)

 

Barese, 27 anni, aspirante attrice lei e  41enne,commerciante lui, già non partono benissimo: Annalisa lo giudica subito brutto e dichiara immediatamente che no, fisicamente non è proprio il suo tipo. Fabrizio, al contrario, sull’altare è ingrifatissimo e felice come una Pasqua. La differenza d’età si vede e lei esprime, durante i festeggiamenti del matrimonio, tutto il suo malcontento al padre. E cosa gli risponde il saggio e pratico  uomo barese? Che al mondo niente è perfetto e che le è andata di culo (per chi ha provenienze geografiche diverse dalle mie, la traduzione è che è stata molto fortunata): si è sposata con un uomo benestante del Nord e potrà trasferirsi e vivere su, cosa c’è da lamentarsi? Il Sud -sempre a dire del papà- è morto, meglio abbandonarlo per campi più fertili. “Daje Annalì che hai svoltato” è il riassunto di tutto.

CAPITE QUANTA MODERNITA’ C’E’ IN QUESTO REALITY?!?

Segue una luna di miele da sogno, in cui i due sono molto attratti sessualmente l’uno dall’altro (raga, non pensate male, Annalisa ha subito solo in ritardo il fascino dell’uomo maturo) e tutto va a gonfie vele fino a quando la coppia non si trasferisce a Milano.

Fabrizio torna a lavoro e Annalisa…bhé oh, Annalisa ha svoltato e non vuole fare nulla. Niente, nada, nisba. Non lavora, non riordina la casa, non cucina, NON SI LAVA (ricorderò per sempre la scena di loro due dinanzi la sessuologa, con Fabrizio che schifato le chiede di lavarsi i capelli e lei che risponde: “ma io sono abituata ad andare dalla parrucchiera”). Certo, Annalisa ci prova eh, ad un certo punto fa un colloquio per un’agenzia di moda, le vengono chiesti 500 euro per il book e lei (con molta grazia e furbizia) li sgancia a Fabrizio.

Loro sono in assoluto la mia coppia preferita.

Lui la odia di un odio cieco, è palese, la trova disgustosa e repellente; ma lei vuole a tutti i costi stare a Milano comodamente a spese del suo maritino piovuto dal cielo.

COPPIA NUMBER TWO: Lara & Marco

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Entrambi quasi 40enni, impiegata lei e rappresentante lui, Lara e Marco partecipano al programma convintissimi e carichi. Ma no,a quanto pare nemmeno per loro si prospetta una grandissima riuscita: a prima vista a Lara Marco non piace e lui, invece, la trova passabile. Se lo scopo dell’esperimento era dimostrare che per i maschi qualsiasi donna “preda facile” va bene, allora il test è perfettamente riuscito.

Già durante il matrimonio Lara si lamenta di non essere al centro dell’attenzione di suo marito e in effetti Marco non sembra proprio preso dalla donna, anzi. Segue alla cerimonia una luna di miele tesa e piena di litigi.

Al rientro in Italia i due si trasferiscono a casa di lei e tutto sembra andare per il meglio: improvvisamente a Lara piace anche fisicamente il suo compagno (gnocco, figo, bono, sono gli aggettivi che ripete più e più volte) ma l’orgoglio di Marco l’ha ormai allontanato. Alti e bassi caratterizzano l’intera vita di coppia e a nulla valgono le cene fuori, i lanci col paracadute e i vari bla bla bla. Da quello che mi pare d’aver capito questi due non hanno nemmeno consumato (ebbene sì, lo ammetto, mandavo avanti sbadigliando le loro sequenze).

Niente raga, qua la noia regnava sovrana e ho fatto una fatica enorme a seguirli e scriverne.

COPPIA NUMBER THREE: Alessandra & Andrea

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Tanto bellini, tanto carini, tanto giusti, direttamente da Uomini&Donne la coppia dei cccciovani Alessandra (commessa 31enne di Brescia) e Andrea (avvocato 30enne romano).

Si piacciono molto e subito. Grandi sorrisi, abbracci, baci i due neo sposini sembrano una di quelle coppie super innamorate e felici. Ma ai più attenti di noi non è sfuggita l’espressione terrorizzata di Andrea prima, durante e dopo la cerimonia e non ci siamo fatti subito ingannare come voialtri romantici cronici. Dai, si è visto dal primo momento: Andrea avrebbe voluto darsela a gambe levale da subito e correre via, lontano, veloce come il vento.

Anche durante la luna di miele i due ci regalano un’estern…ah no, scusate, ho sbagliato programma, dicevo ci regalano immagini da teneroni innamorati. Ma anche con loro iniziano le prime crisi: Alessandra s’accorge che il suo sposo non è proprio così preso. Lei vorrebbe stare tutto il giorno ancorata come una cozza sullo scoglio ma lui vuole respirare (e c’ha pure ragione, porello, mancava l’aria anche a me mentre li guardavo così avvinghiati).

Ritornano in Italia e la bella Alessandra si trasferisce da lui a Roma. Andrea però era evidentemente troppo abituato ai suoi spazi da single, trova opprimente il fatto che lei non lavori e non abbia amici nella Capitale, sente addosso troppe responsabilità e come soluzione optano per un trasloco di Alessandra in una nuova casa.

Ottima soluzione Andrea, bravo, così si fa.

Questa coppia mi ha resa claustrofobica, duole dirlo ma mi sono immedesimata più in Andrea e tutti i pianti della sua sposa avrebbero irritato anche Papa Francesco. Sì, ok, lei ha trovato un nuovo lavoro, si è trasferita in una città completamente nuova, ha dimostrato d’avere le palle ma niente, la troppa emotività alla lunga stanca.

Spoiler alert

Niente, i gusti son gusti eh, per carità. Molti tra voi troveranno tutto questo un’offesa all’intelligenza, grideranno all’ennesimo programma demenziale che plagia e rincretinisce le menti. Però vi prego di non giudicare Matrimonio a prima vista un format simile ad altri tipo Uomini&Donne perché no, non lo è. Non è un format originale (come ho già scritto) però bisogna riconoscere che c’è un discreto lavoro autoriale a monte: molte delle crisi attraversate, la maggior parte dei gesti dei protagonisti e gli stessi personaggi sembravano frutto di un discreto impegno di scrittura (ottime le evoluzioni emotive e caratteriali degli sposi). Sì, spesso il programma risultava noioso e lento: ma la vita tra marito e moglie non lo è? Una coppia vive sempre dei momenti divertenti e speciali, campa solo di esterne o un rapporto attraversa lunghe fasi di noia? Ecco, in questo il format è stato quanto più di vicino ad un reality c’è in giro oggi in televisione.

E’ ovvio che i protagonisti sono solo dei campioni di popolazione  e non bisogna generalizzare, però come docureality  Matrimonio a prima vista rispecchia davvero uno spicchio di realtà non sempre rose e fiori con cui ci scontriamo tutti i giorni, che non è la “realtà” urlata dei tronisti e delle corteggiatrici. Il programma ha un obiettivo diverso, qui c’è l’intenzione di voler costruire un rapporto vero, di formare una famiglia, non ci sono solo cuscini a forma di cuori con fotografie stampate.

Però un fondo di verità e di morale si può ricavare anche da format come questo.

E sapete perché?

No, non lo saprete mai se non vi spoilero il finale o se non avete visto la nona puntata.

Orbene, alla fine tutti e tre gli uomini hanno lasciato le mogli e tutt’e tre le donne avrebbero preferito restare con il marito.

Cosa c’insegna questo? Una grande verità che no, non è quella che gli uomini sono tutti stronzi e non vogliono impegnarsi. Cioè sì, il fatto che non vogliano impegnarsi è vero, però prendere questa come verità assoluta è un po’ da superficiali. Lungi da me fare la morale o ergermi a paladina della giustizia e cercherò d’essere più obiettiva possibile. Ragazze, prendiamoci le nostre responsabilità: in ognuna di noi vive una parte di queste tre donne, così come in ogni uomo vive una parte di questi tre esseri maschili.

E’ da maschilisti pensare che il motivo per cui gli uomini hanno deciso di abbandonare le mogli è perché tutte le femmine sono emotive, lunatiche e pigre?

E’ da femministe ritenere che il motivo per cui le donne sono state lasciate dai mariti è perché tutti questi maschi sono vigliacchi, fifoni e infingardi?

Qual è la verità quindi?

Scherzavo, non c’è né una verità né una morale. Non sono mica una la cui professione termina in Oga, io. E poi il web e le riviste femminili sono pieni di verità assolute sui rapporti uomo-donna: fatevi un giro su internet, è tutto un gli uomini vengono da Marte le donne da Venere. Cosa ho da aggiungere che non sia già stato detto da Selvaggia Lucarelli?

Niente, tutto il post è una scusa per farmi sentire meno in colpa d’aver sprecato tre ore della mia vita con la visione di Matrimonio a prima vista Italia.

P.S: Alla fine i documentari di Sky Arte li ho guardati davvero; però ho guardato anche Mtv Super Shore (no, non vi farò un finto post anche per questo, lo prometto).

P.S1: Il mio prossimo post sarà su un argomento serissimo perché vi giuro che non scrivo solo di cose frivole.

P.S2: Ovviamente non è una marchetta per Sky Online, anzi, magari lo fosse.

P.S3: Ciao Ceo di Sky Italia, se mi leggi sappi che io vvb.

 

2 Pensieri su &Idquo;Cosa ci ha insegnato Matrimonio a prima vista Italia

  1. Fantastica!! mi hai fatto ridere e tenuto avvinghiata, meglio che se avessi visto la puntata dal vivo! Avevo seguito solo un paio di episodi della versione americana e, a parte qualche riferimento molto “uomini&donne”, avevo trovato l’esperimento di grande interesse…avrei voluto parteciparvi anche io! ma solo con un compagno americano, che e’ spesso piu’ duttile e ben abituato alle isterie femminili. Comunque mi pare di capire che i matrimoni italiani siano andati in fumo per troppa emotivita’ appiccicosa femminile? Ci lamentiamo di uomini superficiali e immaturi, ma pure le donne hanno perso quel pizzico di buon senso che faceva accettare alle nostre nonne tante distrazioni maschili.
    Ps. scrivi ancora sagacemente di argomenti frivoli, e’una qualita’che nemmeno Piero Angela potrebbe avere.

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